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  Il Terzo Pilastro e Quattro Domande per Fare la Scelta Giusta

Il terzo punto chiave del My Life Design, del disegno consapevole della nostra vita riguarda le scelte e le decisioni. Prima di tutto dobbiamo fare una distinzione netta tra scegliere e decidere.

Noi scegliamo di mangiare e decidiamo cosa mangiare, noi scegliamo di uscire e decidiamo dove andare, noi scegliamo di cenare al ristorante e decidiamo in quale ristorante cenare, cioè la decisione rende specifica e operativa la scelta.

Per poter orientare consapevolmente la traiettoria della nostra vita, dobbiamo imparare a saper scegliere e a saper decidere.

Ci sono quattro domande chiave che dobbiamo porci per comprendere come scegliere, per comprendere la qualità della nostra scelta e le conseguenze che la nostra scelta avrà.


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1) La prima domanda è “Perché?”
Perché dobbiamo scegliere qualcosa, qual è il perché profondo della nostra scelta e dobbiamo essere abili a rispondere autenticamente a questo perché.
Nella maggior parte delle cose che facciamo c’è una dinamica di convenienza, anche nell’ammalarci, anche nell’avere la febbre.
Hai mai fatto questo esercizio, quando hai la febbre ad esempio prova a fare una lista in un foglio, in una colonna elenca i vantaggi e in un’altra colonna gli svantaggi dell’avere la febbre ad esempio che stai male, che non puoi uscire, che devi stare fermo, che ti fanno male le gambe e così via..
E i vantaggi quali sono?
I vantaggi ad esempio potrebbero essere che non devi andare al lavoro, che puoi riposare, o che puoi essere coccolato, che puoi avere tante attenzioni, che puoi guardarti la televisione quando vuoi, anche i vantaggi più banali.
Fai una lista e nota se i vantaggi superano notevolmente gli svantaggi. In questo caso quella condizione per te sarà sicuramente una scelta migliore e quindi tenderai a non uscire da quella scelta, oppure ad ammalarti per poter riposare.
Quindi il perché delle nostre scelte è qualcosa di molto importante, non tanto il perché, quanto il comprendere perché scegliamo ciò che abbiamo scelto.

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2) Il secondo punto riguarda invece il “cosa”, cosa scegliamo.
Per tantissime persone, anzi per la maggior parte delle persone il comprendere cosa si sceglie, scelgo questo al posto di quello, scelgo qualitativamente questo, il cosa scegliamo, rappresenta una bussola importante per orientare scelte e decisioni.
La maggior parte della pubblicità al giorno d’oggi ci suggerisce cosa scegliere, ci suggerisce anche il perché, ma soprattutto cosa, ci indica un prodotto.

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3) Nelle nostre scelte e nelle nostre decisioni conta poi la terza domanda che dobbiamo farci e cioè “come” scegliamo.
E la maggior parte delle persone non si rende conto dell’importanza del come. Il come è molto più importante del cosa ed è molto più importante del perché.
Perché dal come dipende la maggior parte delle conseguenze di quello che facciamo.
Durante una cena in un ristorante a Barcellona che si chiama Dans le Noir, cioè dentro il nero - un ristorante gestito da non vedenti, - si propone un’esperienza culinaria gustativa, un viaggio nel gusto molto particolare, perché si entra dentro una cortina e al buio, dove gli occhi non possono adattarsi, tu devi sederti condotto da un non vedente, quindi entri nel loro mondo, si invertono i ruoli, diventi completamente dipendente da lui, perché non sai orientarti, non sai cosa ti porteranno, puoi solo scegliere se il menù è vegetariano o se il menù è fatto di carne e pesce, poi ti siedi e alla fine dell’esperienza devi indovinare cosa hai mangiato.
È un’esperienza molto forte, alcune persone hanno degli attacchi di panico, perché non riescono ad adattarsi all’assenza totale del senso della vista.

Di quell’esperienza ciò che mi ricordo più profondamente, ciò che mi ha colpito che mi ha segnato di più è stato il mio dialogo con il caposala non vedente.
Durante quella conversazione lui mi ha raccontato che organizzavano delle serate di degustazione di vini ed è in quelle serate che la maggior parte delle persone scoprono che il loro vino preferito non è la loro scelta primaria e anzi non gli piace proprio a volte.
Questo dice moltissimo sul come scegliamo, sull’influenza dei sensi rispetto alla nostra scelta, dell’etichetta, del prezzo o dei nostri preconcetti, delle idee che abbiamo.
Tuttavia la parte più potente, profonda e stimolante della nostra conversazione è arrivata quando lui mi ha raccontato di come ha scelto e sceglie di solito le sue relazioni, ma soprattutto di come ha scelto il partner, cioè la sua fidanzata.
Nel suo racconto mi ha svelato che ogni volta che deve scegliere una partner, ma nella sua scelta di vita della partner, cioè della persona che lo avrebbe accompagnato dalla vita alla morte nel disegno consapevole della sua vita, lui riconosce, è capace di riconoscere una sensazione che parte dal plesso solare interno.
Quando incontra una persona è attraverso quella sensazione orienta le sue scelte e le sue decisioni.

Se quella sensazione è profonda lui sa che quella persona non si ferma alle apparenze, che anche quando lui starà male, quando la bellezza del corpo che lui non può vedere… ma la bellezza dovuta alle forme o alla convenienza verrà meno, quella persona rimarrà al suo fianco, anche nel dolore, anche nella solitudine, anche nella perdita.
Lui sceglie le amicizie, sceglie le relazioni di coppia in base a quella sensazione, in base a come il suo corpo si comporta.

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E’ importante comprendere come scegliamo e la mia domanda è:
“Sai e sei in grado di ascoltare, di sentire come il tuo corpo sceglie, quali sono le sensazioni che orientano le tue scelte?”.
Sapere come scegliamo, attraverso quali sensazioni, attraverso quali percezioni scegliamo e il come avviene il nostro processo decisionale, il nostro processo di scelta, fa la differenza.
Quindi imparare ad ascoltare il proprio corpo per scegliere e decidere è un esercizio fondamentale.
Riconoscere, fare una lista ad esempio di scelte e di decisioni prese, evidenziare quelle che hanno avuto successo, quelle che sono andate bene e cercare di ricordare rivivendo il momento in cui si è scelto, quali sono i segnali e le sensazioni profonde che il nostro corpo ci ha dato.
A partire da lì dovremmo cercare di isolare la sensazione che ci indica, che ci fa intuire la scelta corretta.


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Le prime tre domande: perché scelgo, cosa scelgo, come scelgo sono il preludio in realtà all’ultima domanda che è la domanda chiave per orientare le scelte e le decisioni in un disegno consapevole di vita.
Ogni nostra scelta, ogni decisione che prendiamo orienterà altre scelte, altre decisioni e creerà situazioni, relazioni, percezioni, vissuti ed è importantissimo per tracciare una traiettoria consapevole della propria vita, comprendere le meccaniche di questo scegliere, di questo decidere, ma soprattutto comprendere il ruolo della consapevolezza nel processo di scegliere e nel processo di decidere.

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L’ultima domanda che dobbiamo compiere, che dobbiamo farci prima di scegliere e di decidere è: “CHI”, cioè quale parte di me sta attuando questa scelta, sta attuando questa decisione, sta prendendo questa decisione.
Perché il chi ci fa capire anche a quali esigenze noi stiamo rispondendo, stiamo nutrendo.
Ad esempio per capire chi sceglie dovresti chiederti :
“Quale parte di me ha l’esigenza di compiere questa scelta o questa decisione?”:
.. un bambino abbandonato? Un adulto frustrato? Una donna sola? Una persona che sente di avere successo? Un ego che ha bisogno di affermarsi?..
Cioè quale aspetto della tua personalità, della tua individualità, dei personaggi che tu rappresenti determina quella scelta.
A quali esigenze risponde quella scelta.
Scegliere come un bambino impaurito o scegliere come un adulto sicuro di sé o come un adulto che si sente solo o scegliere attraverso una persona che ha delle grandi paure o delle grandi esigenze, influenza notevolmente la nostra scelta.

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Ad esempio io potrei scegliere di fare un viaggio perché quel viaggio rappresenta una libertà di cui ho bisogno, oppure rappresenta valore, potrei scegliere quel viaggio come Daniel, potrei scegliere quel viaggio come uomo, potrei scegliere quel viaggio come essere umano, potrei scegliere quel viaggio come Essere, potrei scegliere quel viaggio come un bambino che ha bisogno di ricevere un regalo o attenzioni, potrei scegliere quel viaggio come un adulto che ha bisogno di rompere gli schemi…
Allora il nostro livello di identità influenza le nostre scelte e prima di scegliere, di decidere dobbiamo innanzitutto chiarire chi, quale parte di noi sta compiendo quella scelta, quella decisione e quali sono le esigenze profonde che stiamo rispettando, che vogliamo soddisfare.

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La domanda “chi?” è la più importante perché ci fa capire quale parte di noi stiamo celebrando in questa vita e soprattutto in quale direzione faremo esprimere quella parte di noi.
A queste prime quattro domande perché, cosa, come e chi c’è un’ultima riflessione che bisogna sempre fare:
“Con quali conseguenze?”
Con quali conseguenze è l’ultima riflessione che dovrebbe orientare tutte le scelte e le decisioni; ed è attraverso questo viaggio nella consapevolezza che possiamo iniziare dalle piccole scelte, dalle piccole decisioni quotidiane a disegnare un’opera d’arte nella traiettoria consapevole della nostra vita.
Ed è la scelta per me personalmente di questo percorso, la scelta di vivere consapevolmente e di sbagliare consapevolmente che ha fatto la differenza; che ha dato profondità, che ha dato qualità ad ogni esperienza che faccio, anche le più dolorose, anche le più appaganti, le più soddisfacenti.

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È per questo che ognuno di noi dovrebbe imparare profondamente, realmente, autenticamente a scegliere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte, senza scaricarla all’esterno, senza dire ho fatto questo perché tu mi hai detto, ho fatto questo perché tu mi hai consigliato e assumersi profondamente la responsabilità del proprio processo decisionale, delle proprie scelte e delle proprie decisioni, senza scaricare la responsabilità della propria vita all’esterno.
Orientando la propria vita in una traiettoria che realmente generi un impatto dentro di noi, nelle nostre relazioni e nel processo di evoluzione collettivo.

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Così che nasce il My Life Design ed è così che ti voglio accompagnare in un viaggio nella capacità di disegnare consapevolmente la tua vita.

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